CIAO A TUTTI.. è MANCATA LA ZIA TINA.. I FUNERALI SARANNO TENUTI DOMANI 7 GIUGNO 2012 H 16 A CIVENNA.
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OSCAR di ACR e CRV Artisti Nò al BULLISMO! LIBRI,DISEGNO e Poesia Premiazione dell’Oscar contro il BULLISMO e Concorso "LA MIA SANREMO CONTRO IL BULLISMO" in Maggio dal 21-24 a Sanremo!.. a Milano è stato un grande successo, in U. C. x il 8-3-2018.. Vivo come se dovessi morire domani. Imparo come se dovessi vivere per sempre. (Rio e Gandhi)
Mission (Acr Onlus di fatto)
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“ACR e CRV, svolgono un’attività socio-culturale di prevenzione al BULLISMO. -‘dal 1987 ad oggi ”.. combattono le DEVIANZE GIOVANILI-il Cyberbullismo e "Bulli/Bullismo.. Vandali/Vandalismo” con l'OSCAR e creano protocolli d’intesa, tra operatori sociali, Associazioni, e Comitati. Breve Storia del Concorso di poesia/arti e mestieri OSCAR INT. Nò al bullismo e CONCORSO di Poesia IL BAGGESE: Nasce nel 1987 a Milano, da un'intuizione di Sergio Dario Merzario, Rio, Semenza, Maderna e altri, prende il via il Concorso "il BAGGESE". Acr, Repo e Paza nel 1999, lo trasformano nel Trofeo Lombardo ( che nel 2002 diviene TROFEO LOMBARDO LIGURE). Nel 2006 diventa OSCAR Internazionale CONTRO il BULLISMO con il contributo di Sergio Dario Merzario, Ketti Concetta Bosco , biblioteche e l'Unicef Prov. di IMPERIA!” Ciao .. socio, volontario e lettore! .. diffondi: blog.libero.it/acrilmilanese/view.php; associazione@acraccademia.it
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Care/i Lettrici/lettori! Questo è uno dei tanti Blog dell'Acr-Onlus di fatto, che con tantissime .. persone.. DONNE ..Uomini.. GIOVANI.. e Associazioni.. NO PROFIT.. lottano contro il BULLISMO e per la VIVIBILITA' con l' Ambiente. Il successo di un blog sta nel numero dei commenti, Ti preghiamo pertanto di commentare, anche solo con domande o con divergenze. Non avere paura. STIAMO LAVORANDO PER VOI e x noi... Cordialità da www.acraccademia.it ; www.radioasso.it ; http://www.odg.mi.it/node/33808 .. ciao! http://www.acraccademia.it/STAFF.html
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mercoledì 6 giugno 2012
COMUNE E REGIONE: LA BUSSOLA ARANCIONE
5 giugno 2012 Di
Franco D Alfonso
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| www.radioasso.it |
Ma più che da molte parole, che pure sono
necessarie e per le quali non mancano occasioni, a me pare che la sintesi
politica migliore si possa cogliere nella prima giornata di presenza di Papa
Ratzinger a Milano, nello straordinario confronto fra il discorso di Giuliano
Pisapia in piazza Duomo e la vera e propria risposta del Pontefice al Teatro
alla Scala.
Il sindaco ha porto la mano della comunità civica
milanese, con le sue complessità, i suoi problemi e le sue diversità, portando a
esempio il lavoro di quest’ultimo anno a Milano, con una collaborazione tra
persone e istituzioni che, senza nascondere le differenze, ritrova nel concetto
di bene comune il minimo comune multiplo che ha già permesso un radicale cambio
di clima in città; papa Benedetto XVI ha colto con l’esempio laico di Toscanini,
nel suo ritrovare la “nostra Scala”, il senso del civismo milanese
accompagnandolo al sofferto e bellissimo appello al “Dio vicino di cui abbiamo
bisogno” per ricostruire un cammino di speranza per tutti, come avvenne nel
’46.
Come tante volte abbiamo detto, Giuliano Pisapia
ha aperto a Milano una nuova stagione di collaborazione fra riformismo laico e
cattolico, relegando ai margini l’inconcludente mix tra radical chic novisti ed
estremismo parolaio diventato malattia senile della sinistra, nella lucida
convinzione che i periodi di crescita, sviluppo e innovazione della nostra città
hanno sempre coinciso con questa situazione politica e culturale.
La Chiesa milanese ha colto la straordinaria
occasione dell’evento mondiale della Famiglia per mettere platealmente al
margine, con il massimo avallo possibile, la fazione fintamente sanfedista e
baciapile che ha governato Milano e la Regione nell’ultimo ventennio, che ha
prodotto solo una grottesca situazione di vizi privati e pubbliche finte virtù,
tronfie dichiarazioni di facciata e una logica del massimo comun divisore per
tutti tranne che per chi pensava alla privatizzazione del potere fino alle sue
più minute manifestazioni.
È purtroppo inutile sperare che la politicamente
inesistente opposizione in consiglio comunale capisca il messaggio fin troppo
chiaro recapitato anche attraverso le scelte della regia del cerimoniale che,
secondo i dettami di una scuola millenaria, non lascia mai niente al caso. I
produttori di comunicati stampa sulle “mazzate a Milano” o gli utilizzatori di
molte tonsille e poco cervello (politico, ovviamente) continueranno imperterriti
a denunciare oltraggi e gaffes di Pisapia facendo finta di non capire che il
riconoscimento reciproco di agire in ambiti diversi permette, come naturale in
una comunità laica e rispettosa delle differenze di opinione e sensibilità, di
rendere le differenti opinioni sul registro delle coppie di fatto un argomento
minimo rispetto alla convergenza sul valore della famiglia e del nucleo
convivente come cellula fondamentale del tessuto sociale.
Questo atteggiamento renderà ancora, purtroppo,
l’assemblea del Consiglio comunale un luogo marginale e inutile, riducendolo a
essere un problema di “gestione d’aula” e non di confronto politico, facendo
mancare, colpevolmente, il possibile apporto che tradizionalmente i consiglieri
comunali, soprattutto quelli di prima nomina, hanno dato nella sua gloriosa
storia che vedeva già nel Settecento fra i suoi protagonisti i fratelli Verri e
Cesare Beccaria, mica Masseroli o De Corato!
In un anno il mondo politico ed economico
milanese è cambiato in maniera inaspettata e totale, così come quello nazionale
e internazionale, ponendo nuovi e drammatici interrogative e urgenze. La
“rivoluzione arancione” di Pisapia si è trovata a essere uno dei pochi punti
fermi in un mare di incertezza che ha travolto tutto, dai partiti ai governi
alle imprese e al mondo finanziario: si pensi al fatto che proprio nei giorni
del Papa a Milano nella “curia” finanziaria delle Generali in piazza Cordusio si
è consumato un altro “complotto” degno di Dan Brown i cui esiti ancora
imprevedibili potranno influenzare anche drammaticamente la situazione del
nostro Paese (solo per memoria, le Generali detengono più di 50 miliardi di euro
del debito pubblico italiano…).
La grande soddisfazione per quello che è stato
fatto in un anno deve lasciare subito il posto alla preoccupazione per il
moltissimo che c’è ancora da fare a Milano, ma soprattutto per le nuove grandi
responsabilità politiche che tanti al di fuori della nostra città, a partire
dalla nostra Lombardia, stanno caricando, attraverso attestazioni di fiducia e
attesa, sulle spalle del nostro Sindaco Giuliano Pisapia e sul movimento
creatosi a Milano.
Prossima tappa, anzi “tappone dolomitico”, la
Regione Lombardia, dove la formidabile imitazione di Crozza ha seppellito il
presidente Formigoni con una risata prima e meglio della politica e della
cronaca giudiziaria e di costume. Ma di questo avremo modo di riparlare.
Franco D’Alfonso
giovedì 31 maggio 2012
COMMISSIONI. .. in Comune di Milano..
| Banca del tempo e dei SAPERI di BUCCINASCO.. |
| Da ACR Benvenuto PAPA! |
Venerdì 1 giugno - Dalle ore 11.30 alle ore 13.00 la Sottocommissione Carceri si riunirà per discutere l’istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano e la proposta di un Regolamento della nuova figura. - Dalle ore 13.30 alle ore 15.00 la Commissione Bilancio, Patrimonio, Tributi e la Commissione Referendum approvati, Iniziativa popolare, Digitalizzazione, Trasparenza, Agenda digitale si riuniranno in seduta congiunta per esaminare il bilancio di previsione 2012: Direzione centrale Sistemi informativi Agenda digitale.
Segreteria Ufficio Stampa Tel. +39 02 884 50150
giovedì 24 maggio 2012
Basta INQUINAMENTO .. da auto ..a BAGGIO!
x avvicinare la MM a Baggio e agli
Olmi.. stiamo costruendo un nuovo COMITATO ANTINQUINAMENTO..
il .. giugno pv. faremo un'Assemblea con alcuni Consiglieri Comunali e Zonali..vi ASPETTIAMO ... TUTTI.. www.acraccademia.it
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| http://blog.libero.it/4658/11332058.html |
il .. giugno pv. faremo un'Assemblea con alcuni Consiglieri Comunali e Zonali..vi ASPETTIAMO ... TUTTI.. www.acraccademia.it
mercoledì 23 maggio 2012
| Una siciliana a Buccinasco nella Banca del Tempo e dei Saperi.. Ved. di Renato e grande amica di J www.acraccademia.it |
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| Lorenzo Tosi ..ballerino della Banca del Tempo e dei Saperi di Buccinasco.. |
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Milano, 23 maggio 2012 - La Rotonda di via Besana accoglie per la prima volta a Milano, dal 24 maggio al 15 luglio 2012, le opere del grande artista bosniaco Safet Zec nella mostra “SAFET ZEC. Capolavori senza tempo”.
Promossa dal Comune di Milano - Cultura, Moda, Design e Rotonda di via Besana, in collaborazione con A.M.I.C.I. Associazione Milanese Incontro Cultura Immagine, e curata dallo storico dell’arte Stefano Zuffi, l’esposizione presenta oltre cinquanta capolavori pittorici e venti opere su carta di Safet
Zec, considerato dalla critica internazionale artista di straordinarie qualità per la forza e l’intensità espressiva della sua pittura, unita alla maestria della tecnica incisoria, che lo colloca tra i grandi maestri della calcografia.
In concomitanza con la visita del Santo Padre a Milano per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie, dal 30 maggio al 3 giugno, l’ingresso alla mostra sarà gratuito.
“Il percorso umano e artistico di Zec - afferma il curatore Stefano Zuffi - si è sviluppato lungo l’Adriatico: prima sulla sponda dei Balcani, poi a Venezia. Non è solo un tragitto attraverso la geografia, ma anche attraverso la storia: quella delle vicende individuali, lungo i decenni con cui si è chiuso il Novecento e si è aperto il nuovo millennio; e quella di secoli di arte, profondamente amata e intensamente rivissuta nello stile di Zec.”
La mostra si snoda su due binari paralleli, uno cronologico, per consentire all’osservatore di comprendere l’evoluzione dell’artista bosniaco attraverso le tappe della sua biografia e uno tematico, che rappresenta e identifica con chiarezza le capacità espressive della sua arte in continua evoluzione.
Così, negli spazi possenti e suggestivi della Rotonda di via Besana, il percorso
della mostra si compone in un emozionante itinerario antologico che permette al visitatore, non solo di ammirare le singole opere, ma di arrivare a comprendere l’intimità artistica di Zec, attraverso un viaggio narrativo costruito con sapienza.
L’itinerario espositivo si apre con Il tempo dei sogni, lavori degli anni Settanta dove, accanto a vedute di interni famigliari, giardini sereni, case in riva al mare, ricorrono gli alberi, grandi, vigorosi, immense chiome di assoluta bellezza che “però, stanno per trasformarsi in un turbine, in una tempesta”, come rivela la seconda sezione della mostra, Dai Balcani alla Serenissima, con opere realizzate negli anni Novanta, gli anni della guerra nella ex Jugoslavia, che colpisce con particolare drammaticità e violenza Sarajevo, la città di Safet Zec. Una tragedia che Zec esprime con intensa e profonda umanità in abbracci estremi, mani a coprire volti lacerati, disperati, lacrime pietrificate, braccia tese fino allo spasimo.
Si prosegue con Il sapore della vita, dove si ritrovano gli oggetti più semplici, oggetti della vita quotidiana, dai quali Zec riparte con grande sensibilità. Tavoli, piatti, credenze, sedie e i pani. Forme di pane di straordinaria bellezza materiale e spirituale, sulle quali Zec si sofferma, indugia, ricercandone la poesia.
Nella successiva, Il mestiere della pittura, colori, pennelli, barattoli, tavolozze, stracci, tele esprimono la fedeltà di Zec al “mestiere” del pittore. La sezione Presenze/Assenze presenta opere recenti di Zec, in cui l’artista medita sulla sottile ambiguità dell’opera d’arte, al tempo stesso oggetto
concreto e immagine di una realtà “altra”, in un gioco di verità e di evocazione in cui si muovono figure senza volto, gabbie vuote, vesti e panni abbandonati su una sedia o su un tavolo, letti sfatti, in una pagina di profonda intensità e lirica bellezza.
Una sezione dedicata alla grafica, curata da Lorenza Salamon, testimonia la grandezza di un maestro della calcografia, arte quasi abbandonata dagli artisti contemporanei, che Zec ha iniziato a utilizzare giovanissimo, accanto alla pittura e al disegno, diventandone uno dei massimi esponenti. Un lavoro imponente, non solo per il numero di lastre realizzate, ma anche per la dimensione di molte di esse, che spesso superano il metro di base.
Le incisioni esposte utilizzano differenti tecniche: dall’acquaforte alla cera molle, dalla punta secca all’acquatinta.
Il percorso della mostra si conclude con uno spazio dedicato al video realizzato a corredo dell’esposizione da Gorcin Zec, figlio dell’artista e regista, dove è ambientata la prodigiosa grande tela “Sedie”.
ORARI
lunedì 14.30-19.30;
martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30-19.30;
giovedì 9.30-22.30
ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
INFORMAZIONI
tel. 02 5454750 - 02 88465677
INGRESSO
Gratuito dal 24 maggio al 3 giugno 2012 in concomitanza con il VII Incontro Mondiale delle Famiglie.
Dal 4 giugno 2012 al termine della mostra
- Euro 5 (intero)
- Euro 3,50 (ridotto)
http://www.liguria2000news.com/maria-salamone-a-sanremo-e%e2%80%99-stata-ospite-con-le-sue-poesie-alla-%e2%80%9cgrande-festa-tipica-siciliana%e2%80%9d.html/print/
http://appuntamentiacr-onlus.blogspot.it/
lunedì 21 maggio 2012
Casini: Mani libere, non voglio arruolarmi in coalizioni fallite
La lettera di Pier Ferdinando Casini al Corriere della Sera in risposta all’editoriale di Panebianco: ‘In politica ci vuole coerenza e serietà’
Caro direttore,
mi dispiace deludere Panebianco ma voglio continuare ad avere le mani libere: libere di scegliere alleanze che facciano il bene del Paese, che parlino agli elettori il linguaggio della verità e della responsabilità dopo anni di populismo, di demagogia fiscale, di finte rassicurazioni.
Libere di non arruolarmi in coalizioni eterogenee già fallite sul campo come l’esperienza dei governi degli ultimi dieci anni ci dimostra. Libere a costo di rischiare, come da solo ha fatto l’Udc alle elezioni del 2008 mentre tutti si arruolavano, di compiere una testimonianza solitaria, all’inizio guardata con incredulità, ma poi rivelatasi decisiva per l’interesse del Paese. Libere di continuare a dire agli italiani che non ci salveremo se le nostre migliori energie saranno impegnate a tenere in piedi improbabili governi di parte, magari tenuti assieme, come in passato, dall’odio o dall’amore verso una sola persona. Libere di poter offrire agli italiani una nuova proposta politica che metta assieme le migliori espressioni della società civile, dell’associazionismo, del mondo del volontariato, insieme a quei politici che hanno dignitosamente fatto il loro lavoro con passione e serietà.
Libere di spiegare, a quanti si nutrono di antipolitica e ci elencano ogni giorno gli errori di questo governo, che Monti non ha la bacchetta magica ma sta cercando di evitare il baratro greco ad un Paese che ha rinviato, per troppi anni, scelte ineludibili (previdenza, liberalizzazioni, semplificazioni burocratiche, mercato del lavoro). Detto questo voglio rassicurare Panebianco: io non ho l’allergia alle alleanze, né una vocazione solitaria da preservare, ma avendo da tempo soddisfatto ogni ambizione personale, non intendo svendere ai saldi di fine stagione i valori e gli interessi che il ceto medio di questo Paese ha, in parte, affidato anche a me.
Domando: cosa mai potrei testimoniare all’interno di una coalizione sul modello di Vasto che, non a caso, è già profondamente divisa nel sostegno a questo governo, visto da qualcuno (Vendola e Di Pietro) come terminale di poteri forti e di scelte antipopolari? E ancora: quale logica avrebbe l’adesione ad una ipotizzata confederazione dei moderati che, senza alcuna autocritica sul passato e sull’alleanza con la Lega, fosse una semplice riedizione della Casa delle Libertà a cui già ci sottraemmo nell’epoca della facile suggestione berlusconiana? In politica ci vuole coerenza e serietà. Meglio avere le mani libere seguendo la propria coscienza che le mani obbligate da patti siglati contro il futuro del Paese. Oggi il vero progetto da realizzare è superare la frammentazione dell’area moderata e riformista, ma senza ricalcare gli errori del passato. Lavoriamo dunque perché sia possibile offrire agli italiani alle prossime elezioni non una nuova suggestione ma un progetto duraturo e credibile.
P.S.
Le leggi elettorali non producono mai di per sé buona o cattiva politica e gli esempi in proposito sono innumerevoli. Ma ho talmente fiducia nel futuro che sono disponibile a ragionare su tutto, anche sul doppio turno che non è certo il mio modello elettorale preferito. Una sola cosa non è negoziabile: la possibilità che i parlamentari vengano scelti dai cittadini e non dai capi partito.
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